Lou Paìs senso témp

Il paese senza tempo

Oggi piccola frazione poco abitata, un tempo questo luogo era un importante centro economico per il territorio vallivo: le vie brulicavano di persone, i bambini invadevano le strade e una settantina di diverse attività animavano l’intera villa. Si, villa, perché non era una frazione, ma un grande paese, dinamico e attivo, intorno a cui gravitavano tante borgate, come quella di Monterosso Grana.

Poi l’innovazione, l’evolversi delle tecnologie e il mutamento dei bisogni hanno portato al lento spopolamento, facendo di San Pietro una protagonista della micro-migrazione,insieme a tante altre realtà simili disseminate nei nostri territori montani.

Ora potrete ascoltare in prima persona le testimonianze di un luogo che è stato e per sempre sarà.

Questo è il Paese Senza Tempo, benvenuti!

 

 

 

Oggi piccola frazione poco abitata, un tempo questo luogo era
un importante centro economico per il territorio vallivo:
le vie brulicavano di persone, i bambini invadevano le strade e
una settantina di diverse attività animavano l’intera villa.
Si, villa, perché non era una frazione, ma un grande paese, dinamico e attivo,
intorno a cui gravitavano tante borgate, come quella di Monterosso Grana.
Poi l’innovazione, l’evolversi delle tecnologie e il mutamento dei bisogni
hanno portato al lento spopolamento,
facendo di San Pietro una protagonista della micro-migrazione,
insieme a tante altre realtà simili disseminate nei nostri territori montani.
Ora potrete ascoltare in prima persona
le testimonianze di un luogo che è stato e per sempre sarà.
 

 

Questo è il Paese Senza Tempo, benvenuti!

 

 

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Tutto iniziò molto tempo prima a San Pietro Monterosso…
quando nel 2006 venne chiuso l’ormai ultimo locale. Cosa fare, dunque? I 40 residenti, il pensionato per anziani, la bocciofila e la Parrocchiale rimaste, con l’aiuto di un’associazione culturale, si rimboccarono le mani per rivitalizzare un territorio diventato marginale, e il 27 dicembre 2013 l’allora Comunità Montana Valli Grana e Maira, il Comune di Castelmagno, il Comune di Monterosso, progettano e realizzano “Il paese senza tempo – viaggio nelle terre del Castelmagno”, affidando all’Associazione La Cevitou la gestione: dell’Ecomuseo Terra del Castelmagno, con percorso esterno dei Babaciu; il Bar – ristorante a San Pietro Monterosso (Polenteria “Lou Ghitounet” fino a maggio 2016, birreria Na bela Grana fino al 2020, e infine SanPìe – Osteria con birra, fino ad oggi); di “Una casa per Narbona”, la ricostruzione ambientale a Campomolino gestita in collaborazione con l’associazione Detto Dalmastro.

Nel 2013 prende forma il percorso di visita Il Paese senza tempo: uno spaccato di vita congelato dal trascorre del tempo, popolato da babaciu, pupazzi di ferro e fieno, per unire tradizione, memoria e comunità, passato, presente e futuro.
Da giugno 2019 il percorso Lou Paìs senso Temp si è arricchito con la voce e le storie di vita vissuta raccontate attraverso gli abitanti di San Pietro: uno speciale bastone permette oggi di ascoltare dieci differenti testimonianze storiche legate alla montagna, agli uomini, alle donne, alle pietre, al Castelmagno. Dietro ogni racconto c’è un nome, un cognome, un soprannome, una memoria, con un messaggio da trasmettere.
A prestare loro la voce è la comunità stessa, erede diretta del passato o strettamente collegata ai personaggi: sono figli, nipoti, pronipoti o persone che semplicemente fanno oggi lo stesso mestiere e che ringraziamo sinceramente per aver partecipato attivamente al progetto.

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Il BASTONE DI GINO

Il BASTONE DI GINO è un mezzo per poter conoscere, una ad una, le persone che popolavano Sen Pié, Lou Paìs senso témp, fino al 1950. Per rispondere alle vostre curiosità, basterà avvicinare il bastone a dieci differenti babaciu: questi inizieranno a raccontarvi le loro memorie, testimonianza della vita quotidiana montagna nel secolo scorso.
Sarà anche possibile scegliere la lingua preferita: i babaciu parlano ben sei lingue differenti (italiano, occitano, francese, inglese, tedesco, piemontese)! 

Il percorso con il bastone di Gino comincia presso la Bocciofila o il pensionato Casa Vittoria; potete ritirarlo presso la sede dell’Ecomuseo Terra del Castelmagno lasciando un documento, come cauzione temporanea, e € 5 di contributo a questo progetto frutto della collaborazione tra La Cevitou, Mountpoint Software&Sistems, Noau | officina culturale, Simone Sims Longo e i volontari madrelingua che hanno prestato la loro voce a chi l’aveva persa.

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