INSTALLAZIONI ARTISTICHE | Terra del Castelmagno

INSTALLAZIONI ARTISTICHE

L’Ecomuseo Terra del Castelmagno e l’Associazione La Cevitou, con lo spirito di salvaguardia e valorizzazione del luogo, hanno favorito una rilettura del territorio grazie a degli artisti che, ospiti del luogo, hanno creato un vero e proprio percorso di LandArt.

La volontà è quella di immaginare un nuovo futuro sostenibile per questi paesi, anche grazie all’interpretazione artistica e creativa in grado di fondere il concreto con l’effimero, i segni forti della montagna con quelli mutevoli delle stagioni attraverso l’utilizzo di materiali naturali che vanno ad inseririsi nel territorio trasformandosi con esso.

 

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ROSSOCUBO SENPìE

Dopo oltre vent’anni di interventi itineranti e azioni temporanee, il progetto ROSSOCUBO di Stefano Venezia ha trovato con questa iniziativa una nuova dimensione stabile nel territorio della Valle Grana. L’opera si presenta come un grande cubo rosso, composto da una struttura in ferro, con ai lati delle tende rosse e al centro una panchina su cui sedersi per rilassarsi e riflettere. La struttura è concepita come uno spazio da vivere e attraversare: con tre domande semplici ma profonde, i visitatori sono stimolati a riflettere sul proprio tempo, sulla cura delle idee e sulla capacità di lasciarle andare quando hanno raggiunto il loro equilibrio.

ABBRACCIO

L’opera di Domenico Olivero è una scultura vivente realizzata con piante di bosso (Buxus sempervirens), una specie autoctona particolarmente significativa per il territorio che oggi è gravemente minacciata dall’attacco della piralide. Si tratta di di un cerchio di tre metri di diametro formato dagli arbusti stessi, luogo di meditazione, contemplazione e connessione con il paesaggio, realizzato su un terrazzamento della canonica di San Pietro. Attraverso questa forma essenziale e accogliente, appositamente scelta, si invita il pubblico a vivere uno spazio aperto al dialogo, alla riflessione e alla relazione con l’ambiente. 

MERIDIANA 

Questa opera è stata realizzata per i 200 anni della meridiana che decora il fianco della Chiesa di San Pietro in Vincoli. In questa occasione Fabio Garnero, architetto gnomonista di Solaria Opere, ha guidato i partecipanti nella realizzazione di una sgargiante meridiana colorata sull’asfalto, che permette di misurare l’ora del giorno posizionandosi nel punto corretto indicato sul terreno. Un gesto semplice e insieme complesso che restituisce l’ingegnosità di questi strumenti antichi che permettevano e permettono ancora oggi di orientarsi nello spazio e nel tempo.

VIAGGIO DI FAMIGLIA IN VALLE GRANA TRA STORIE E IMMAGINI DA FARE E DISFARE

Quest’opera di Alice Liotti è frutto del progetto Clic! che ha condotto i partecipanti in un viaggio immaginario nel tempo e nello spazio, fatto di gioco, fotografie, disegni, storie, persone e parole sul tema della famiglia, nel senso più ampio del termine. Il percorso,  guidato da Mara Olocco (psicologa), Valentina Strocco (operatrice culturale), Oliver Migliore (fotografo) e Alice Lotti (illustratrice e urban artist) ha permesso di approfondire il concetto di famiglia, dal passato al presente, in tutte le sue sfaccettature.

AVANGUARDIA

L’opera di Saverio Todaro è composta da un metro cubo di pietra grigia che è rotolato nel torrente Ceresetto (Bial in occitano). Il titolo evoca il movimento americano del Minimalismo ed ironizza sui processi industriali di un’economia che, fino agli anni ’60, era puramente estrattiva ed ha devastato gli equilibri ecologici del pianeta. Il blocco squadrato crea un constrasto evidente con le altre pietre levigate ma, grazie all’azione inesorabile dell’acqua e del tempo, diverrà, tra milioni di anni, un sasso tra i sassi.

VAI SABER

Questa opera di Manuela Cirino vuole ripercorrere il legame tra le coppelle presenti nelle Valli Grana e Maira ed alcuni ammassi stellari.  La composizione è stata realizzata con pietre prelevate a valle, portate successivamente a monte. Il concetto di riportarle indietro nello spazio (sollevandole) vuole idealmente dare l’impressione di un ritorno al passato, indietro nel tempo. Il volume pieno delle pietre crea un’interessante contrapposizione con le cavità delle coppelle. Il numero scelto, invece, si ricollega alle sette stelle principali delle Pleiadi.

SULLA VIA DEL RITORNO

L’opera di Johannes Pfeiffer è frutto della residenza d’artista Pèire que préiquen, che ha avuto luogo nel 2020 a San Pietro di Monterosso Grana. Da qui nasce “Sulla via del ritrno” l’installazione litica che ripercorre il rapporto tra uomo e pietre, legame fondamentale per la comunità del luogo, per anni impegnata nell’estrazione di materiale dalle cave di ardesia. Il blocco di pietra, posizionato su una grande slitta di legno, è fermo alla base della teleferica un tempo utilizzata per spostare i grandi massi estratti e rimane così in un limbo perpetuo tra andata e ritorno.

L’IRAL DI LAUZATIER

L’opera di Daniela Costamagna è un omaggio ai cavatori di ardesia, figure di fondamentale importanza sul territorio, testimoni di un pezzo di storia della valle. Il murales, segno artistico permanente sul territorio, è parte della ricerca storica sulle cave di Frise realizzata dall’Ecomuseo Terra del Castelmagno in collaborazione con il Laboratorio di Ricerca Storica della Valle Grana.

MUSEO TERRA DEL CASTELMAGNO

Il museo Terra del Castelmagno è uno spazio dedicato all’omonimo ecomuseo, nato per raccontare la comunità locale, la tradizione del formaggio tipico della valle e le sue peculiarità. L’obiettivo è restituire una chiave di lettura per il territorio che ci circonda integrando tecnologia, gamification e storytelling: installazioni, tecnologie immersive e pannelli esplicativi vi accompagnano i visitaori alla scoperta delle conoscenze tramandate di generazione in generazione.

VOUTO BRUTO

Si tratta della cellula ecomuseale presente in Borgata Combetta. La piccola struttura ricavata da un’antica stalla – grazie agli interventi del  PNRR M1C3 intervento 2.2 dell’Unione europea – NextGeneration EU – “Protezione e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale”- funge da contenitore multimediale di tutte le ricerche e le varie iniziative di conservazione della memoria sull’attività e sulle vite dei cavatori di ardesia e sulle cave stesse, portate avanti dall’ecomuseo negli anni.