MONTEMALE IN FIORE
Le bellezze floristiche di un territorio con i suoi paesaggi, l’arte e la storia
Un libro edito da La Cevitou-Ecomuseo Terra del Castelmagno
Domenica 14 dicembre, alle ore 15:30, presentazione del libro, a cura degli autori,
presso il salone consigliare del municipio di Montemale di Cuneo
Mistero, ignoranza, curiosità, entusiasmi, idee ed emozioni intense sono le componenti di ogni esperienza sul campo di chi, desideroso di conoscere, si dedica alla ricerca appassionata delle bellezze naturalistiche e alla scoperta degli altri tesori di un territorio.
“Sta nella valle di Grana, a maestrale di Cuneo, sul versante dei monti che si protendono a scirocco della valle anzidetta”. Così, nel 1843, esordisce Goffredo Casalis, nell’undicesimo volume del suo Dizionario sugli stati del Regno di Sardegna.
Appollaiato su un colle, ai piedi di un turrito castello, posto sulla dorsale che separa due valli, con il suo borgo antico, a distanza di duecento anni Montemale è ancora lì, pronto a offrire al visitatore, ora come allora, uno scorcio paesaggistico di rara bellezza.
Il nome del luogo, partendo dalle denominazioni latine, si presta a diverse interpretazioni. Se partiamo da mons malus, sono possibili due traduzioni: monte cattivo, in quanto luogo di difficile accesso, o monte melo. Se invece diciamo mons mali, avremo altre due interpretazioni: monte del male o monte del melo.
Come ogni mondo, anche questo ha i suoi piccoli e grandi richiami. Se a quello che il paesaggio offre allo sguardo, aggiungiamo l’impalpabile tesoro costituito da un ricco corredo di storia e di leggende, quello con cui abbiamo a che fare è un luogo da favola.
L’idea iniziale degli autori, appassionati cercatori di orchidee spontanee, era di realizzare un succinto manualetto dedicato a questa famiglia della nostra flora selvatica.
Successivamente hanno concordato rendere più corposo e condivisibile il testo, estendendo la ricerca a tutta la flora spontanea del territorio in questione, limitandosi però alle specie più rappresentative. Infine, non contenti, hanno deciso di sconfinare, con nuovi capitoli aggiuntivi, in ogni direzione: geografia, arte, storia, miti e racconti.
Il territorio di Montemale di Cuneo è un luogo di biodiversità, custode e dispensatore di un prezioso patrimonio naturale. Una biodiversità intesa non soltanto come ricchezza biologica, ma anche come bellezza capace di generare esperienze che vanno al di là dell’approccio scientifico o del puro, istintivo coinvolgimento sensoriale e, suscitando sensazioni, emozioni, ispirazioni, investono il cuore e la mente, contribuendo al benessere psicologico dell’individuo.
A partire dalla metà del secolo scorso il paesaggio rurale, specialmente sul lato sud, è profondamente cambiato, in parte per effetto antropico, per via dell’abbandono delle attività agricole tradizionali, con l’insediamento di nuove colture e, in parte, per l’evoluzione naturale dei coltivi abbandonati che hanno subito un progressivo inselvamento. Qui, anche se meno che altrove, una progressiva manomissione del territorio a scopo colturale o edilizio sta sottraendo spazi ecologici alle fioriture spontanee e agli impollinatori che ne fruiscono, e rischia di renderci sempre più poveri di quella componente del paesaggio naturale che noi percepiamo come “bellezza”.
Sono scomparsi i filari di gelsi che, partendo da Valgrana, correvano tra prati e coltivi fino alle pendici collinari. Sono scomparse le vigne di Capèla Véia, dove un tempo prosperavano vitigni antichi.
Con l’abbandono dei campi sono sparite specie messicole come il fiordaliso e il gittaione che, assieme ai papaveri, con i loro sgargianti colori abbellivano il paesaggio e rallegravano lo sguardo. Qua e là è ancora possibile incontrare qualche fiore scarlatto del sempre più raro gladiolo delle messi.
L’ultima parte del libro è dedicata a racconti di vicende vissute e storie immaginate che, raccordandosi in qualche modo alle presenze vegetali del paesaggio, ci propongono l’insospettata, ma puntuale presenza, qui come altrove, nei luoghi marginali delle nostre montagne, di persone carismatiche, custodi di un patrimonio di esperienze, conoscenze, sentimenti, ricordi, che devono essere condivisi e trasmessi, affinché non vadano perduti
In una sua pubblicazione del 1905, Cuneo e le sue Vallate, Camillo Fresia, preconizzava un difficile futuro per il “minuscolo paese” di Montemale, posto “a cavalcione del colle”, dando come certa la sua futura sparizione come comune autonomo, prevedendo la sua prossima aggregazione al comune di Valgrana.
È passato più di un secolo e quella fosca previsione non si è avverata.
“A cavalcione del colle” il “minuscolo paese” conserva gelosamente la sua autonomia.
Questo libro rappresenta un momento di conoscenza e di condivisione, premesse indispensabili per un progetto di tutela della bellezza di questo piccolo angolo di mondo, con l’obiettivo di custodirlo, migliorarlo e tramandarlo, con tutte le sue ricchezze, alle generazioni che verranno.
Si tratta di uno di quei sogni che, forse, non saranno mai realizzati, ma che, ci piace pensare, continueranno a essere sognati.
Renato Lombardo
L’evento è ad accesso libero fino ad esaurimento posti. È gradita la prenotazione al +39 3294286890 o a expa.terradelcastelmagno@gmail.com.