lou Paìs senso témp

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È nel 2013 che prende forma la dimensione parallela de Il Paese senza tempo: uno spaccato di vita congelato dal trascorre del tempo, popolato da babaciu, pupazzi di ferro e fieno, rappresentativi di un ambiente montano e dei modi di vita che si non susseguiti, per unire tradizione, memoria, comunità, passato, presente e futuro.
Tuttavia tra le vie del Paìs non si poteva udire alcuna voce; da giugno 2019 questo è possibile!
Finalmente lou Paìs senso Temp è tornato a vivere grazie a un progetto che nasce dal basso, da due persone legate a questa terra, sostenuto poi dall’Associazione La Cevitou, e alimentato sempre più dalla memoria collettiva comune che caratterizza l’Ecomuseo Terra del Castelmagno.

Uno speciale bastone permette oggi di scoprire dieci differenti testimonianze storiche, dieci diverse emozioni legate alla montagna, agli uomini, alle pietre, al castelmagno. Dietro ogni racconto c’è un nome, un cognome, un soprannome, una memoria, con un messaggio da trasmettere.
A prestare loro la voce è la comunità stessa, erede diretta del passato o strettamente collegata ai personaggi: sono figli, nipoti, pronipoti o persone che semplicemente fanno oggi lo stesso mestiere e che ringraziamo sinceramente per aver partecipato attivamente al progetto.

Oggi piccola frazione poco abitata, un tempo questo luogo era
un importante centro economico per il territorio vallivo:
le vie brulicavano di persone, i bambini invadevano le strade e
una settantina di diverse attività animavano l’intera villa.

Si, villa, perché non era una frazione, ma un grande paese, dinamico e attivo,
intorno a cui gravitavano tante borgate come quella di Monterosso Grana.
Poi l’innovazione, l’evolversi delle tecnologie e il mutamento dei bisogni
hanno portato al lento spopolamento,
facendo di San Pietro una protagonista della micro-migrazione,
insieme a tante altre realtà simili disseminate nei nostri territori montani.
Ora potrete ascoltare in prima persona
le testimonianze di un luogo che è stato e per sempre sarà.

Questo è il Paese Senza Tempo, benvenuti!

Il BASTONE DI GINO

Il BASTONE DI GINO è un mezzo per poter conoscere, uno ad uno, le persone che popolavano Sen Pié, Lou Paìs senso témp, fino al 1950. Per rispondere alle vostre curiosità, basterà avvicinare il bastone a dieci differenti babaciu: questi inizieranno a raccontarvi le loro memorie, testimonianza della vita quotidiana montagna nel secolo scorso.
Sarà anche possibile scegliere la lingua preferita: i babaciu parlano ben sei lingue differenti (italiano, occitano, francese, inglese, tedesco, piemontese)!

Il bastone di Gino lo trovate presso la Bocciofila o il pensionato Casa Vittoria; potete ritirarlo lasciando un documento, come cauzione temporanea, e € 5 di contributo a questo progetto frutto della collaborazione tra La Cevitou, Mountpoint Software&Sistems, Noau | officina culturale, Simone Sims Longo e volontari madrelingua che hanno prestato la loro voce a chi l’aveva persa.

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