Pèire que préiquen

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La Residenza d’artista “Pèire que preiquén – Pietre che parlano”, nata in partnership con l’Associazione Chambra d’Òc, l’Associazione NOAU | officina culturale e l’Associazione Liretta, prenderà avvio nel 2020 e sarà un’esperienza profondamente radicata nel territorio: alla sua conformazione, alla sua storia, ai suoi personaggi.

Un’opera multidisciplinare site specific
restituita al pubblico sotto forma di performance live.

L’inizio di un percorso di riscoperta e valorizzazione
di un luogo di comunità.

Gli obiettivi:

> promuovere la conoscenza a livello locale ed extra-locale del sito de Le Laouziere;
> innescare un processo di riqualificazione del sito de le Laouziere, che di anno in anno possa contribuire a valorizzarne le componenti identitarie, storiche e naturalistiche;
> stimolare la comunità locale a prendere parte ad un processo di valorizzazione della cultura tradizionale attraverso strumenti contemporanei e inediti;
> promuovere l’arte contemporanea quale dialogo creativo privilegiato su ambiente, territorio, società e cultura locali in funzione alternativa della sapienza artigianale scomparsa del sito;
> stabilire piattaforme di condivisione con linguaggi diversi che consentano la condivisone creativa interattiva e interculturale.
La funzione comunicativa dell’arte diviene perciò fattore essenziale per il dialogo critico su tematiche ambientali, sociali, economiche e sulle sfide di trasformazione culturale affrontato dal territorio piemontese nella contemporaneità.

Le attività

Durante una settimana residenziale, il sito delle cave di pietra di S. Pietro Monterosso diverranno luogo di sperimentazione culturale e artistica. Le Laouziere saranno esplorate dagli sguardi degli artisti in residenza e interpretate attraverso tre linguaggi artistici differenti, che restituiranno una narrazione materica e digitale dell’esperienza vissuta:
> la land art indagherà l’elemento protagonista del luogo oggetto di indagine, ovvero la pietra, e la sua essenza materica, in relazione agli altri elementi del territorio, primo tra tutti il legno dei boschi che circondano le cave;
> la narrazione e interpretazione teatrale approfondirà i contenuti antropologici e sociali legati al sito estrattivo e all’attività che in passato si svolgeva in esso, restituendone un’immagine emozionale e poetica, ridando voce ai testimoni del passato e valorizzando inoltre la cultura e la lingua occitana;
> la sound art e i linguaggi multimediali interpreteranno le capacità evocative e suggestive del luogo, rivisitando i suoni provocati dalla materia e dalla natura circostante e restituendo un’atmosfera suggestiva e coinvolgente, unendo elettronica, visual e sound design.

I tre apporti si integreranno a formare un’opera multidisciplinare site specific che verrà restituita al pubblico sotto forma di performance live realizzata presso le Laouziere. Dopodiché, i contenuti saranno rielaborati per diventare un’installazione multimediale immersiva e permanente presso la sede dell’Ecomuseo Terra del Castelmagno a San Pietro Monterosso. La restituzione dei risultati al pubblico non sarà l’unica occasione in cui gli artisti dialogheranno con le comunità del territorio: durante l’esperienza residenziale saranno infatti previste esperienze collettive di conoscenza del sito, passeggiate, serate di approfondimento, incontri tra artisti e testimoni della storia passata.

I luoghi

> Le Laouziere, complesso di cave in località Frise di San Pietro Monterosso, luogo oggetto di indagine. Ospiteranno le attività all’aperto di esplorazione del sito, nonché la realizzazione dell’opera di land art e la performance artistica conclusiva. Non sarà concesso entrare all’interno delle cave, per motivi di sicurezza, ma tutte le attività si svolgeranno all’esterno, nell’ampia area di accesso alle 10 cave, ricca di tracce storiche e di materiale di risulta.
> Museo Terra del Castelmagno, a San Pietro Monterosso, sede dell’Ecomuseo: qui verrà realizzata l’installazione permanente;
> Sede dell’Associazione La Cevitou, a San Pietro Monterosso, presso la quale ha sede la biblioteca e l’archivio dell’Ecomuseo, per la consultazione dei materiali documentali sull’attività estrattiva passata;
> Borgata Liretta di Montemale, sede dell’Associazione Liretta, luogo in cui pernotteranno gli artisti.

La curatrice

Valentina Musmeci,classe 1971, è trentina. Insegnante di professione, nella vita è stata ed è una grande viaggiatrice, ricercatrice, fotografa, curatrice, ceramista, pittrice, scrittrice. È stata Art Director del percorso di Land Art “Arte nel verde” presso Maso Spilzi a Folgaria, esperienza di condivisione artistica che ha visto esporre 15 artisti. Attualmente sta conducendo una ricerca fotografica sui cambiamenti climatici, ed è fondatrice e presidente dell’associazione Falenablu (2013), che sostiene la realizzazione annuale di attività contro la violenza sulla donna in collaborazione con il MART di Rovereto. Con l’Associazione Chambra d’Òc dal 2013 collabora, organizza e presenta gli autori del Premio Ostana – Scritture in Lingua Madre.

Gli artisti

Dario Anghilante, classe 1947, è musicista, autore e interprete teatrale, impegnato in progetti artistici di valorizzazione della lingua e della cultura occitana e franco-provenzale, con un’esperienza anche nella curatela di festival itineranti di musica, teatro e danza e di concorsi di poesia, prosa e musica occitana.

Simone Sims Longo, classe 1989, è compositore e performer di musica elettronica, spaziando tra la composizione per elettronica sola e con interazione visuale, il sound design e la musica applicata alle immagini. Ha lavorato allo ZKM di Karlsruhe, al Soluxion Lab di Berlino e all’ACROE di Grenoble, e ha eseguito le sue composizioni in diversi festival e istituti europei.

? – Land Artist
L’artista che sarà chiamato a interpretare il sito attraverso l’uso materico della pietra, inserendosi nel contesto paesaggistico delle cave, sarà individuato attraverso una call, pubblicata a gennaio 2020.

I partner sostenitori

Il progetto nasce in partnership con l’Associazione Chambra d’Òc, l’Associazione NOAU | officina culturale e l’Associazione Liretta.
Il progetto si avvale della collaborazione di istituti di ricerca, enti pubblici e realtà culturali del territorio, che apporteranno conoscenze, idee e competenze per lo sviluppo di un progetto che vuole dialogare con la comunità della Valle Grana e del territorio cuneese. Aderiscono al progetto:
> Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino
>Comune di Monterosso Gran
>Associazione Culturale Contardo Ferrini
>Fondazione Filatoio Rosso
> Viano marmi s.n.c.

Il percorso

La volontà dell’organizzazione e dei partner è di poter incominciare, attraverso la residenza, un processo, che possa essere portato avanti nei prossimi anni, di valorizzazione artistica di un sito fortemente connotato per la sua essenza materica ed emozionale. Per questo, l’opera di land art prevista potrebbe essere la prima di una serie, da incrementare di anno in anno, che possa formare un “sentiero d’arte” accompagnato da pannelli esplicativi, eventi, escursioni, installazioni e pubblicazioni. Le Laouziere, da luogo di lavoro e attività produttiva, potrebbero diventare luogo di fruizione turistica e produzione artistica, nei principi della sostenibilità e della tutela del paesaggio e del territorio.

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