Gruppo di ricerca storica

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La nascita dell’ecomuseo “Terra del Castelmagno”, in valle Grana, ha stimolato la riflessione sull’importanza che tale struttura fosse percepita, dalla popolazione della valle, come risorsa e occasione per la propria promozione culturale; ciò può avvenire se si coinvolge, non solo come destinatario, ma anche come produttore di attività promozionali per il tessuto sociale. Questi sono i presupposti da cui è scaturita la proposta di organizzare dei seminari volti a introdurre alla ricerca storica alcuni abitanti della valle, oltre che chi la frequenta e la conosce.

Organizzazione del lavoro di ricerca.
Il lavoro di ricerca si articola attraverso incontri trisettimanali organizzati in forma seminariale e cioè con un coordinatore e con un’organizzazione del lavoro in gruppi. Questo aspetto è fondamentale tanto per la ricchezza che può nascere dal continuo confronto, sia sugli aspetti di merito che metodologici, quanto per il fatto che i partecipanti possono dedicare all’iniziativa solo il tempo libero loro concesso dalle rispettive attività lavorative.

Il lavoro di ricerca procede attraverso un continuo learning by doing ed è organizzato in due fasi: la prima si concentra sulla lettura della bibliografia disponibile e sull’analisi delle fonti conservate in archivi locali e statali; alla lettura si accompagna la compilazione di apposite schede che raccolgono e organizzano, in ordine cronologico, tutti i dati e le notizie emerse. Questo materiale, che, una volta completato, dovrebbe essere un valido punto di partenza per altre eventuali ricerche, viene concesso all’ecomuseo che ne garantisce la libera consultazione. Conclusa questa fase, caratterizzata da un approccio che permette di familiarizzare con il reperimento e l’interpretazione dei documenti, si procede a impostare il lavoro con un approccio critico e comparativo.

Con questa organizzazione il laboratorio crea una dimensione che impegna tutti a lavorare singolarmente e, contemporaneamente, a essere attenti al lavoro altrui.

La scelta del soggetto da studiare è fatta in base agli interessi dei componenti del gruppo. Questo è uno degli elementi che ha garantito il successo dell’iniziativa. Chi arriva per la prima volta a partecipare al laboratorio spesso non ha alcuna esperienza di ricerca storica ed è portatore di una “domanda di Storia” legata alla propria esperienza personale e familiare. Questi sono quelli che gli antropologi definiscono storici nativi. A essi si sono affiancate anche persone insediatesi da poco nelle nostre comunità. In questo caso la “domanda di Storia” che portano nei gruppi deriva da una necessità di integrazione, la conoscenza del territorio in cui si sono trasferiti in qualche modo li aiuta a sentirsi meno sradicati e a tentare di accelerare l’integrazione.

La partecipazione al convegno di Ottawa, aprile 2013.

Nell’aprile del 2013 il laboratorio di ricerca storica dell’ecomuseo “Terra del Castelmango” e i laboratori di ricerca dell’ “Ecomuseo della Pastorizia” della valle Stura e dell’ecomuseo “Alta valle Maira” sono stati ospiti dell’Università di Ottawa, in Canada, in occasione del meeting della International Federetion of Public History. Questo grande riconoscimento internazionale ha voluto premiare l’impegno dei gruppi nell’ambito della Public History*.

* Con Public History si intende l’ampia gamma di attività svolte da persone con formazione nella disciplina della Storia, al di fuori degli ambienti accademici. Chi fa Storia pubblica deve utilizzare i metodi della disciplina storica, farla in modo professionale pur non essendo professionista, praticare le attività di ricerca in modo collaborativo e rendere i risultati accessibili e fruibili al pubblico.

Novembre 2014: parte la seconda ricerca.

Il gruppo di ricerca sta lavorando a un nuovo tema. Attraverso le vicende del priorato calmiliense di Santa Maria della Valle (la cui casa madre si trovava nel centro della Francia, in Alvernia), si vuole ricostruire la storia della valle Grana, a partire dal XII secolo. L’obiettivo è l’allestimento di un’esposizione multimediale nel 2018.

Il gruppo di ricerca è sempre aperto all’ingresso di nuovi collaboratori; per informazioni ci si può rivolgere all’indirizzo ecomuseo@terradelcastelmagno.it e sarete messi in contatto direttamente con i curatori del progetto.

Alcuni prodotti della ricerca

Draios e Viol

Nell’agosto del 2013 il laboratorio di ricerca storica ha dato vita, con i due laboratori delle valli Stura e Maira, a un comitato di redazione per realizzare un’unica pubblicazione annuale nella quale confluiranno tutti i lavori di ricerca sulle comunità delle tre valli. Il primo numero di questa pubblicazione, che si chiama “Draios e Viol” è uscito nell’autunno 2014 e raccoglie saggi e schede realizzati dai tre laboratori.

Tra le pubblicazioni presenti nella nostra biblioteca non può certamente mancare Draios e Viol, il quaderno di bordo dei gruppi di ricerca storica delle tre valli, Stura,Grana e Maira. Pubblicato con il contriburo fattivo dell’ecomuseo Draios e Viol sintetizza i risultati del lavoro di analisi e studio condotto sulle cave di ardesia di San Pietro Monterosso.

Il lavoro è disponibile, in vendita presso Beico, lo sportello informativo dell’Ecomuseo situato presso il Filatoio di Caraglio.

Ome e Peire

“L’attività di estrazione delle lose in una comunità alpina. San Pietro Monterosso XVII –XXI secolo” questo è il titolo della mostra, risultato di tre anni di lavoro del gruppo di ricerca storica sull’estrazione di ardesie, le lose, il materiale tipico utilizzato per coprire i tetti dei villaggi alpini, a San Pietro Monterosso.

I risultati di questo lavoro sono sintetizzati in un allestimento che conduce il visitatore, attraverso la storia della Comunità, dal Seicento fino ai nostri giorni, “Ome e Peire. Dal periodo in cui la pietra inizia a sostituire la paglia di segale come materiale di copertura dei tetti, attraverso lo sviluppo dell’estrazione, con la trasformazione di semplici cave a cielo aperto in vere e proprie miniere, fino all’interruzione dell’attività estrattiva, nel 1983, e alla situazione ambientale del sito minerario ai nostri giorni. Tra i materiali esposti, tutti assolutamente originali, si distinguono un filmato amatoriale girato all’interno delle miniere negli anni Sessanta del secolo scorso e una serie di interviste agli ultimi cavatori di lose e ai loro familiari. L’allestimento utilizza molti strumenti digitali, i visitatori potranno utilizzare anche due tavoli touch-screen per la consultazione di foto, approfondimenti prosopografici o documenti eccezionali come il diario illustrato di uno degli ultimi cavatori di pietre.

Durante il periodo di apertura, nei locali dell’ecomuseo, da dicembre 2013 ad agosto 2014, la mostra ha contato di 2.300 visitatori.

Per sapere dove si trova la mostra in questo momento e come visitarla contattare ecomuseo@terradelcastelmagno.it

Santa Maria della Valle - 1000 anni di storia

La ricerca e la mostra ripercorrono le principali vicende storiche ed artistiche avvenute nel primi 1000 anni della Chiesa di Santa Maria, Valgrana (1018-2018.)

Per sapere di più visitate il sito Groupar nella sezione dedicata.

Draios e Viol

Nell’agosto del 2013 il laboratorio di ricerca storica ha dato vita, con i due laboratori delle valli Stura e Maira, a un comitato di redazione per realizzare un’unica pubblicazione annuale nella quale confluiranno tutti i lavori di ricerca sulle comunità delle tre valli. Il primo numero di questa pubblicazione, che si chiama “Draios e Viol” è uscito nell’autunno 2014 e raccoglie saggi e schede realizzati dai tre laboratori.

Tra le pubblicazioni presenti nella nostra biblioteca non può certamente mancare Draios e Viol, il quaderno di bordo dei gruppi di ricerca storica delle tre valli, Stura,Grana e Maira. Pubblicato con il contributo fattivo dell’ecomuseo Draios e Viol sintetizza i risultati del lavoro di analisi e studio condotto sulle cave di ardesia di San Pietro Monterosso.

Il lavoro è disponibile, in vendita presso Beico, lo sportello informativo dell’Ecomuseo situato presso il Filatoio di Caraglio.

Ome e Peire

“L’attività di estrazione delle lose in una comunità alpina. San Pietro Monterosso XVII –XXI secolo” questo è il titolo della mostra, risultato di tre anni di lavoro del gruppo di ricerca storica sull’estrazione di ardesie, le lose, il materiale tipico utilizzato per coprire i tetti dei villaggi alpini, a San Pietro Monterosso.

I risultati di questo lavoro sono sintetizzati in un allestimento che conduce il visitatore, attraverso la storia della Comunità, dal Seicento fino ai nostri giorni, “Ome e Peire. Dal periodo in cui la pietra inizia a sostituire la paglia di segale come materiale di copertura dei tetti, attraverso lo sviluppo dell’estrazione, con la trasformazione di semplici cave a cielo aperto in vere e proprie miniere, fino all’interruzione dell’attività estrattiva, nel 1983, e alla situazione ambientale del sito minerario ai nostri giorni. Tra i materiali esposti, tutti assolutamente originali, si distinguono un filmato amatoriale girato all’interno delle miniere negli anni Sessanta del secolo scorso e una serie di interviste agli ultimi cavatori di lose e ai loro familiari. L’allestimento utilizza molti strumenti digitali, i visitatori potranno utilizzare anche due tavoli touch-screen per la consultazione di foto, approfondimenti prosopografici o documenti eccezionali come il diario illustrato di uno degli ultimi cavatori di pietre.

Durante il periodo di apertura, nei locali dell’ecomuseo, da dicembre 2013 ad agosto 2014, la mostra ha contato di 2.300 visitatori.

Per sapere dove si trova la mostra in questo momento e come visitarla contattare ecomuseo@terradelcastelmagno.it

ecomuseo@terradelcastelmagno.it

Santa Maria della Valle - 1000 anni di storia

La ricerca e la mostra ripercorrono le principali vicende storiche ed artistiche avvenute nel primi 1000 anni della Chiesa di Santa Maria, Valgrana (1018-2018.)

Per sapere di più visitate il sito Groupar nella sezione dedicata.

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